ANITA KLEIN    
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Maia Swift ©2009
Introduzione (tradotto in italiano) al libro "Italian Angels" scritto da Maia Swift, la figlia di Anita

Nell’estate del 2006 siamo andati in vacanza in Toscana. Quando eravamo la’ due fatti speciali accaddero: l’Italia vinse la Coppa del Mondo e mia mamma acquisto’ un appartamento in un paesino chiamato Anghiari, sul confine fra Toscana ed Umbria.
Chissa’ che significato ha tutto questo” si chiedeva stupita lei stessa quando ha dovuto rinegoziore il mutuo sulla casa nostra di Londra, ma non ci fu verso di di poterla convincere a cambiare la sua idea.
Lei si innamoro’ della casa e con quella anche di Anghiari.
Due anni e mezzo dopo, tutti noi abbiamo cominciato a capire la sua determinazione. Infatti non si trattava solo della casa, cosi’ arieggiata, con le sue stanze regolari ed i pavimenti in marmo, ma anche dell’atmosfera di meravigliosa pace che si respirava li’. Anghiari inoltre e’ quasi l’antitesi di South East London, dove ho vissuto con tutta la mia famiglia.
Le vie e le case di Anghiari sono perfettamente allineate intorno alla collina, quasi come se qualcuno avesse costruito il borgo con la sabbia lisciata e levigata con cura. Gli abitanti sono gentili ed amichevoli fra di loro, si conoscono fra le famiglie che vivono qui da generazioni e quando si incontrano per strada si fermano a parlare fra di loro come se non avessero null’altro da fare. Soprattutto la grande differenza con South London e’ che la storia di Anghiari e’ davvero lontana dal nostro mondo.
Dalla composta e seria passeggiata sulla strada principale a Pasqua al Palio in giugno quando gli abitanti organizzano l’antica battaglia di Anghiari, il borgo vive immersa nelle tradizioni.
Qualcuna di queste esiste probabilmente da secoli, se non di piu’. Ce ne sono poi altre, meno importanti e famose come quella, che tuttavia fanno parte della vita di tutti i giorni a cui molti di noi non pensano affatto. Ad Anghiari sai ogni giorno quando arrivera’ il pescivendolo o quando suoneranno le campane della chiesa, quando I negozi chiuderanno per la pausa di pranzo e persino quando la vicina di casa avra’ fatto il bucato.
Non c’e’ caos, insomma e questo puo’ essere un Italia sorprendente.

Il lavoro di mia madre e’ sempre stato una celebrazione delle piccole cose, come ci ha ribadito giorno dopo giorno come un ritornello, le piccole cose come una tazza di the nel pomeriggio, tagliuzzare una cipolla, guardare EastEnders e ritrovarle ovunque anche ad Anghiari ha colmato di gioia il suo lavoro.
Vivere ad Anghiari una settimana al mese ( ora sopporta benissimo la routine) le ha offerto la possibilita’ di creare le sue proprie tradizioni e creare di piu’ ampi modelli di vita che lei altrimenti non avrebbe tempo di scoprire
Poiche’ lei e’ la’ in tanti diversi momenti, puo’ notare con sufficiente attenzione e distacco le piccole trasformazioni che probabilmente chi e’ li’ non nota piu’

Al cambiare delle stagioni si succedono nuove feste tradizionali nel borgo, ma anche nuovi fiori nei campi, il tempo cambia e ci sono nuovi frutti nei negozi. A ogni nuova stagione, anche le quotidiane abitudini di mia madre cambiano. In inverno lei dipinge ogni mattina e va a passeggiare nei campi nel pomeriggio. In estate lei dipinge tutto il giorno e si avventura fuori solo quando la sera si rinfresca. Ha cominciato a sentirsi parte del borgo, a sentirsi a suo agio nella tradizione artistica della regione
( Anghiari e’ nelle vicinanze degli affreschi di Piero della Francesca), sta imparando abbastanza bene l’italiano tanto da fare amicizia con i locali ed e’ stata invitata a due matrimoni nella chiesa medievale di Anghiari.

Io suppongo che non sia cosi’ ovvio capire da dove arrivino gli angeli e chiedersi come possano adattarsi ai lavori prima dedicati alla nostra famiglia. Che cosa hanno in comune i campi arati con una famiglia a colazione? C’e’ un pur minimo collegamento fra l’autunno e una torta di compleanno con sorpresa?
La risposta, che io spero molti di voi avrete trovato in seguito alla mia descrizione di Anghiari, e’ che i soggetti riguardano tanti piccoli gesti, le minime cose che le persone continuano a fare da centinaia
di anni.
Ciascuno di questi 52 angeli e’ come una celebrazione, un tributo alle semplici cose che nessuno dovrebbe ignorare e semmai prestarci un po’ piu’ di attenzione.
Non sono una celebrazione del successo, della carriera o di cose materiali (sebbene l’Angelo degli stivali sia una eccezione!) ma attimi fuggenti che sono stati catturati ed incorniciati
In Anghiari dove abitudini, tradizioni e comportamenti da sempre si corrispondono reciprocamente sembra quasi che aleggi una speciale forza spituale che sovrasta ciascuno regalando sicurezza e protezione.

Qualche Angelo, come quello della neve e l’Angelo della pioggia, appare immenso, sovrasta le montagne come una torre e contempla dall’alto intere citta’.
Altri, come l’Angelo delle fragole ( il mio favorito) sono piccini, si nascondono dispettosi sotto le foglie o si siedono fra i fiori. Tutti loro pero’ non importa che cosa rappresentino, sono stati dipinti su carta delle stessa dimensione e sono stati dipinti con colori acrilici, all’inizio mia madre preferiva abitualmente i colori ad olio ( non e’ semplice portarsi appresso le intelaiature ed i colori fra Italia ed Inghilterra).
Cosi’ l’Angelo del Palio sta nella stessa cornice dell’Angelo della Lavanderia e l’Angelo della Primavera scherza con l’Angelo della puntura di Zanzara.
Non c’e’ distinzione fra piccoli o grandi eventi, non una divisione fra specifiche immagini, ad esempio fra il gatto bianco che vive nell’appartamento di sotto e la nebbia che avvolge Anghiari nelle mattine d’autunno.
Molti quadri nascondono una storia propria, come l’Angelo delle luci di Natale che e’ tutto imbaccuccato in una coperta come mia madre che arrivo’ una volta a dicembre nella casa gelata e mangio’ il suo pranzo sotto il piumone o l’Angelo, che fu ispirato da una passeggiata nei campi in un giorno d’autunno. Per molte persone queste storie sono irrilevanti. Gli angeli, come ogni quadro della nostra famiglia, sono riconoscibili dalla maggior parte di chi li osserva. Ciascuno puo’ sentire quanto sia morbida una pesca o sentir soffiare un venticello come se si fosse in un caldo afoso giorno d’estate.
Queste pitture ci rendono consapevoli di momenti cosi’, ci costringono a pensare al loro intimo significato.
Mia madre talvolta dice che per giudicare se un quadro sia bello lo immagina come se fosse un affresco sul muro di una chiesa
Se lei pensa che potrebbe far sorridere le persone, allora e’ un lavoro bello abbastanza.
Cio’ che e’ stupefacente in questa serie di lavori e’ che potrebbero regalare a chiunque li osservi un sorriso sia che vivessero nel 1200 o nell’anno 3000.
Questi quadri non sono alla moda, non rappresentano una mania o un effimero ricordo. Essi raffigurano momenti che ciascuno ha da sempre goduto e a cui sempre restera’ legato.
Per questo sono senza tempo.